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La pittura dei maestri fiamminghi a Palazzo Pitti

Inviato da briscola il 14 Giugno 2008 - 13:25

 

Ritratto di Pierantonio Baroncelli e di Maria Bonciani - Hans 
Memling - Galleria degli Uffizi, Firenze

Dal 20 giugno a 26 ottobre, Palazzo Pitti presenta “Firenze e gli antichi Paesi Bassi. Dialoghi artistici, 1430-1530“, una che offre una panoramica delle opere neerlandesi presenti a Firenze nel periodo 1430-1530, con una selezione di che va da Jan van Eyck a Luca di Leida.

Si deve alla proprio di Jan van Eyck e dei suoi numerosi imitatori e seguaci se l’adozione della tecnica pittorica ad olio si diffuse ampiamente in quel periodo a Firenze. E si deve all’interesse dimostrato da famiglie come quella dei Medici verso i pittori fiamminghi se questi furono introdotti nella città (ricordando che l’ottimo rapporto tra i Paesi Bassi e Firenze fu prima commerciale e poi artistico).

Oltr ea van Eyck, anche Rogier van der Weyden, Hans Memling e Hugo van der Goes suscitarono interesse sia tra i collezionisti sia tra gli , suscitando un impatto sul linguaggio figurativo del rinascimento fiorentino che va dal Beato Angelico, a Filippo Lippi, Botticelli, Leonardo, Perugino e Ghirlandaio, Lorenzo di Credi, Fra’ Bartolomeo, fino a Raffaello, Andrea del Sarto e Pontormo.

Firenze e gli antichi Paesi Bassi (1430-1530) - Palazzo Pitti - Firenze
Ritratto di Pierantonio Baroncelli e di Maria Bonciani - Hans 
Memling - Galleria degli Uffizi, FirenzeVergine con bambino - Hans Memling - National Gallery, LondraPaesi 
Bassi (1430-1530) - Palazzo Pitti - FirenzeSan Giovanni Battista e San Lorenzo - Hans Memling - National 
Gallery, Londra

Hans Memling - National Gallery, Londra

Le opere comprate dai grandi mercanti fiorentini dell’epoca erano soprattutto di piccolo formato, dittici o trittici a tema sacro. Vendute dalle famiglie sono andate disperse e ricomprate solo in seguito da e collezioni. La è un’occasione per vedere ricomposti in parte questi lavori dopo secoli. Come dimostra il caso dei due trittici Pagagnotti del grande Hans Memling e del Maestro della Leggenda di Sant’Orsola, le cui tavole sono oggi divise tra di Cherbourg, Fiesole, Firenze, Londra e New York.

 

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